elemento importante per una mamma

Fasciatoio: elemento importante per una neo mamma

Tutte le donne che hanno avuto un bambino, sanno bene quanto sia importante avere il fasciatoio giusto per ogni tipo di utilizzo corretto. Ovviamente le possibilità di trovare questo oggetto sono tantissime, spesso sono gli stessi parenti a offrire alle neo mamme il fasciatoio già utilizzato in passato. L’importante che si tratti di un modello usato ma con materiali di qualità, una veloce igienizzazione e il gioco è fatto.

Quali caratteristiche deve avere un fasciatoio?

Il primo dettaglio da avere in considerazione è dove dovrà essere collocato il fasciatoio, in bagno o in camera? Una volta valutata con attenzione la scelta, dovrete munirvi di metro e assicurarvi che siano disponibili gli spazi sufficienti per contenere il modello che vi è stato regalato.

Meglio un fasciatoio che abbia i cassetti, in questo modo potrete preparare tutti i pannolini necessari e i nuovi abiti per cambiare il neonato. Indispensabile anche la zona che permetta l’igiene del bambino, con una vaschetta interna per avere tutto a portata di mano. Se poi siete state così fortunate da aver ricevuto in regalo un modello con il tubo di scarico, la pulizia sarà ancora più veloce e immediata.

Mettere il fasciatoio direttamente in cameretta

La scelta di mettere il fasciatoio portatile in camera del bambino è la soluzione ottimale per soddisfare le esigenze di comodità, anche in questo caso dovrete valutare le vostre esigenze ma assicuratevi che sia sicuro e non presenti spigoli taglianti da nessuna parte. Prima di posizionare il prodotto, scegliete il posto dove starà per sempre, visto che il fasciatoio sarà per molti mesi al centro della stanza.

In camera avrete una soluzione molto funzionale e comoda per avere l’igiene del bambino sempre in ogni momento. La versione a muro che spesso è quella più utilizzata nello scambio tra mamme è la scelta migliore per chi ha poco spazio, stesso sistema per quelli che si agganciano direttamente alla vasca.

Impossibile non poter avere un prodotto che si adatti alle vostre esigenze, ormai tutti i prodotti per l’infanzia sono stati creati per offrire il massimo del dettaglio e della comodità in pochissimo tempo.

Un elemento da tenere sempre in considerazione quando si arreda la camera per il bambino, quindi assicuratevi di poter organizzare tutto prima del tempo. Inutile correre a richiedere all’ultimo momento alla vicina il fasciatoio, preparate le misure e gli arredi prima del parto.

Libro nel mondo antico

Libro nel mondo antico

Il libro è un complesso di fogli, stampati o scritti, legati insieme a costituire un volume di determinato formato, munito di copertina e rilegato. Si distingue il libro a stampa ed il libro manoscritto (detto anche codice). Rispetto al suo spessore il libro si dice anche opuscolo quando non raggiunge le 100 pagine. Si distingue inoltre per i vari tipi di legatura. Diverse locuzioni infine distinguono il libro per il suo stato, il suo contenuto, il suo scopo, la sua origine, ecc. Per la schedatura e la conservazione dei libri nel mondo si usano le biblioteche.

Le più antiche materie scrittorie furono le pareti delle rupi e delle caverne, sulle quali l’uomo primitivo incise segni ideografici. Successivamente si scrisse su foglio (da qui il nome «foglio»), sulla parte interna della corteccia e sul legno interno dell’albero. Altre materie scrittorie dei popoli dell’antichità furono i mattoni, le tavolette e i cilindri d’argilla e di terracotta, i cocci di stoviglie graffiti (ostraka).

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Sapere eterno delle biblioteche

Sapere eterno delle biblioteche

La biblioteca è una raccolta di volumi non avente scopo commerciale, ma conservativo ad incremento della cultura e, come derivazione, il locale che tale raccolta contiene. Notizie di cronisti e suppellettili librarie, rinvenute in scavi archeologici, ci hanno permesso di documentare l’esistenza di biblioteca dell’antichità. Numerosi i ritrovamenti nella biblioteca fondata a Ninive da Assurbanipal (668-626 a. C.), della quale sono pure stati conservati i cataloghi. Cimeli egiziani sono pure venuti alla luce, come anche si hanno notizie di bibilioteche private dell’epoca greca, come quella di Aristotele. Di grande importanza le raccolte dell’epoca ellenistica.

La biblioteca d’Alessandria diede larghissimo impulso alla formazione della cultura ed arrivò a possedere, all’epoca di Cesare, ben 700.000 rotoli di papiri. Callimaco, che ne fu probabilmente il bibliotecario dal 260 al 240 a. C., ne compilò un catalogo in 120 libri. Pare sia stata distrutta a causa di un incendio appiccato da Cesare alle proprie navi (47 a. C.) e che ad essa si estese, ma fu poi ricostituita coi 200.000 rotoli della biblioteca di Pergamo che Antonio donò a Cleopatra.

Fu poi più volte incendiata; le ultime opere da essa possedute sarebbero state infine distrutte dal califfo Omar (641). La biblioteca di Pergamo, forse fondata da Eumene II (197-158 a. C.), ebbe pure grande importanza; scomparve quando Antonio, come abbiamo detto, ne donò le opere a Cleopatra. Anche altre città del periodo ellenistico (Rodi, Corinto, Dello, ecc.) possedevano biblioteche minori.

Le biblioteche romane

In Roma molte biblioteche sorsero col materiale asportato da paesi conquistati; tra le private si ricordano quelle di Lucullo e di Attico, mentre solo nel 39 a. C., da Asinio Pollione, fu aperta una pubblica biblioteca, cui segui quella ben più ampia di Augusto (28 a. C.). Altri imperatori lo imitarono, Tiberio, Vespasiano, Traiano, sino ad arrivare a ben 28 raccolte nella sola città; esse scomparvero, per incendi o per distruzione, durante l’epoca barbarica. In genere le B. dell’antichità erano formate da un’ampia sala nelle cui pareti si aprivano armadi a muro con-tenenti i rotoli a strati sovrapposti, identificabili dal titolo scritto su una striscia pendente all’esterno.

I papiri erano per lo più divisi per materia, ma in genere esisteva anche un catalogo generale che indicava probabilmente i singoli armadi. Con le invasioni barbariche la conservazione degli strumenti della cultura precedente restò affidata esclusivamente ai conventi che ereditarono parte del materiale romano e quei testi sacri che si erano già andati raccogliendo nelle biblioteche cristiane (tra le quali assai nota era già stata quella di Cesarea in Palettina, fondata nel sec. III). Esse erano formate da un limitato numero di volumi; solo la biblioteca imperiale di Costantinopoli continuava, per ricchezza di materiale, le tradizioni romane.

Di esse ricordiamo la Vaticana, quelle di Bobbio, Nonantola, S. Gallo, Reichenau, Clu-ny, Luxeuil, Corbie, nelle quali esistevano anche centri di copiatura che contribuirono non solo all’evolversi delle varie forme di scrittura (paleografica), ma anche al diffondersi dei testi sacri e dei loro commenti; per questa ragione genericamente simili sono i fondi di tutte le biblioteche medievali.